Il Ritmo della Luna e del Corpo:
Alla Scoperta di Ekadashi
Nella frenesia delle nostre giornate, spesso dimentichiamo che siamo parte di un ecosistema più grande, regolato da cicli naturali e cosmici.
Uno dei modi più antichi e affascinanti per riconnettersi a questo ritmo ci arriva dalla tradizione vedica: si chiama Ekadashi.

Se sei su un percorso dedicato alla consapevolezza, sai quanto sia importante trovare momenti di “vuoto” per far risplendere la nostra luce interiore.
Ekadashi è esattamente questo: un appuntamento con il benessere del corpo e la chiarezza della mente.
Che cos’è Ekadashi?
In sanscrito, la parola Ekadashi significa letteralmente “undici”.
Nel calendario lunare indù, questo termine indica l’undicesimo giorno dopo la luna nuova e l’undicesimo giorno dopo la luna piena.
Di conseguenza, questa ricorrenza si presenta due volte al mese.
Secondo la filosofia indiana, questi giorni sono energeticamente speciali.
La Luna esercita una forte influenza magnetica sulle acque della Terra e, poiché il nostro corpo è composto per oltre il 70% di acqua, quell’influenza si riflette direttamente sulla nostra mente, sulle nostre emozioni e sulla nostra digestione. Ekadashi è il momento in cui questa pressione lunare raggiunge un picco: digiunare o alleggerire il carico in questi giorni aiuta a mantenere l’equilibrio interiore.

Il significato spirituale e la devozione
Tradizionalmente, Ekadashi è un giorno sacro dedicato al Signore Vishnu, l’energia cosmica che preserva e sostiene l’universo.
Non si tratta solo di “non mangiare”, ma di fare spazio a ciò che conta.
La parola digiuno in sanscrito si dice Upavasa, che significa letteralmente “sedere vicino” (al Divino o al proprio Sé).
È un invito a spostare l’energia che di solito usiamo per digerire il cibo verso l’alto, usandola per la meditazione, la lettura di testi ispiranti, il silenzio o la preghiera.
È una giornata per disintossicare i pensieri e ricaricare lo spirito.
Come si pratica il digiuno di Ekadashi?
La bellezza di questa pratica sta nella sua flessibilità. Ognuno può adattarla al proprio livello di esperienza e alla propria salute, le modalità più conosciute e praticate sono tre:
Digiuno Totale (Nirjala): I praticanti più esperti non assumono né cibo né acqua per 24 ore.
Digiuno ad Acqua o Liquidi: Ci si astiene dal cibo solido, bevendo acqua, tisane o succhi freschi.
Digiuno Parziale (Frutta e Verdura): Si evitano i cibi pesanti, concedendosi piccoli pasti a base di frutta, radici e latticini (se la propria dieta lo prevede).
La regola d’oro: no a cereali e legumi.
Indipendentemente dal livello scelto, la tradizione raccomanda di evitare assolutamente cereali (grano, riso, mais) e legumi. Il motivo è sia energetico (si dice che assorbano le energie negative in questo giorno) sia fisico (trattengono molta acqua, appesantendo l’organismo proprio quando ha bisogno di leggerezza).

Ekadashi e i suoi benefici per il corpo e la mente.
Anche la scienza moderna, attraverso gli studi sul digiuno intermittente e sull’autofagia (il processo con cui le cellule si rinnovano eliminando le tossine), conferma ciò che i saggi orientali sapevano millenni fa.
Praticare Ekadashi:
- Dona un meritato riposo all’apparato digerente.
- Aumenta la chiarezza mentale e la capacità di concentrazione.
- Aiuta a sviluppare la forza di volontà e il dominio sui sensi.
- Purifica il corpo, lasciando una sensazione di profonda leggerezza.
Portare la luce nella quotidianità
Non serve essere asceti per sperimentare i benefici di Ekadashi.
Si può iniziare semplicemente decidendo di cenare in modo leggerissimo, spegnere gli schermi un po’ prima del solito e dedicare mezz’ora al silenzio o alla meditazione.
È un piccolo passo per rallentare, ascoltarsi e ricordare che la nostra luce interiore brilla di più quando impariamo a fare spazio.
Le prossime date del digiuno rituale per quest’anno sono:
7 e 22 settembre
6 e 22 ottobre
4 e 20 novembre
4 e 20 dicembre

Molti pensano che digiunare 24 ore comporti una fatica e una difficoltà importante ma ora ti svelo il “trucco” che rende tutto più facile e tranquillo.
Partiamo dal pomeriggio, quindi abbiamo pranzato regolarmente, a questo punto evitiamo lo spuntino pomeridiano prima di cena quella che i bambini chiamano merenda e sostituiamo con tisane depurative.
Nell’ora di cena stessa cosa, tisana o acqua acidulata con limone o aceto di mele-
Passeremo la notte e il giorno dopo avremo solo colazione e pranzo da sostituire con le nostre bevande.
A metà pomeriggio interrompiamo il digiuno con una mela o un frutto dolce e ceneremo possibilmente in modo leggero e liquido per esempio con una ottima minestra di verdure.
Nel periodo estivo dove le tisane calde non sempre sono gradite usare l’acqua acidulata è un ottimo sostituto, come detto un limone per un litro aggiungendo magari pochissimo (ma veramente poco) peperoncino in polvere
Possiamo tenerla in frigorifero per avere una bevanda fresca e dissetante oltre che ottima per la salute del nostro apparato digerente
Se hai bisogni di altre informazioni sulle giornate di Ekadashi clicca Qui
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